MY DIARY: MATURITA’ E’ ANCHE SFIDARE LA SORTE

Quando ho fatto la maturità ricordo ancora benissimo com’ero vestita. Indossavo un paio di pantaloni bianchi lunghi di Stefanel e una polo blu Lacoste. Ai piedi nessuno stiletto, né scarpa scultura, ma un paio di sneakers Adidas. L’orale ce l’avevo alle 8,30, troppo presto per rendermi bene conto di cosa/dove/come mi trovassi. Ricordo che la notte prima avevo sognato una domanda di scienze della terra sulle placche tettoniche, ma, malfidente com’ero, non avevo pensato di svegliarmi all’alba per buttarmi a capofitto nel ripasso di quel capitolo.

Sfidavo la sorte. Mi beffavo delle coincidenze, che di lì a poco avrebbero beffato me. Mi hanno chiesto proprio quella cosa lì.
Ricordo che ad accompagnarmi in questo momento fondamentale per la mia vita di liceale c’era mia mamma, assieme al mio fratellino minore, che proprio oggi comincia con la sua, di maturità. Mi ricordo che ero nervosa e mia mamma si stupì del fatto che riuscissi a fumare così presto la mattina (ed è stata l’unica volta che mi ha vista fumare in vita mia).
Come per ogni esame che ho sostenuto poi all’Università, durante i corsi, nei Master, ho sempre provato un certo senso di vertigine, che credo che sia quello che accomuna molti ragazzi di fronte all’Esame. Pensavo che oddio se non l’avessi superato, o avessi deluso le aspettative, sarebbe stato un dramma. Che dovevo essere all’altezza della situazione. 
Oggi x anni dopo, rivedo la stessa cosa negli occhi del mio fratell(o)ino: l’orgoglio di chi ha 20 anni e non vuole dare a vedere l’agitazione, il senso di smarrimento di quei momenti.
Da piccola pensavo che avrei fatto nell’ordine:
  • l’ingegnere gestionale
  • la ballerina
  • la giornalista
Molti anni dopo mi ritrovo a fare piroette come una ballerina da una città all’altra, stilando programmi e piani come un ingegnere per scrivere e fare quello che mi piace. In tutto questo, quel numerino che mi hanno attribuito alla fine degli esami, non mi è mai servito a nulla (almeno a me), se non in una percentuale infinitesimale per l’esame di ammissione all’Università.
Sono sopravvissuta a quelle giornate, non le rimpiango ma nemmeno me ne dispiaccio. Mi hanno fatta crescere. E’ la vita. Forza ragazzi!

Commenti Facebook

Powered by Facebook Comments

Elena Schiavon, blogger. (Padova, IT) A luglio è uscito il mio primo libro, un manuale sul "Little black dress - piccola guida al tubino nero" edito da Astraea. Colleziono rossetti rossi e scarpe. Sono co-fondatrice di www.impulsemag.it.

Share This Post

5 Comments

  1. Alessandra Pepe - 20 giugno 2012

    Mi rivedo molto in quello che hai scritto :) Anche nel mio caso il voto di maturità serviva in parte per l'ammissione in Università, ma al di là di questo devo ammettere a distanza di anni che i pianti disperati per il troppo studio liceale li rifarei, spesso in Università ho vissuto di rendita…
    Rido ancora oggi se penso che all'orale scelsi di indossare una camicia rosa e alla fine avevo delle pezze orrende e sono dovuta correre a casa a cambiarmi :D Mai più commesso questo errore negli orali dei 5 anni successivi!

    Alessandra

  2. Sara Quaglia - 20 giugno 2012

    che bello questo tuo post, mi fa venire in mente di quando avevo fatto la maturità' molti anni fa. Riaffiorano moltissimi ricordi!!
    Un bacione!!

    http://iwantedtobeblonde.com/

  3. Siboney2046 - 31 agosto 2012

    La maturità, che dolce ricordo. Questo tuo post mi ha fatto tornare alla mente momenti completamente impolverati. Ricordo la lettura in greco di Sofocle, tutta attenta a non sbagliare neanche un accento, davanti a professori annoiati dall'ennesimo maturando. Un momento che sembra un'eternità e per di più l'eternità più difficile del mondo. Io sognavo di diventare una grande grecista, oppure un brillante ingegnere. Poi l'ingegnere l'ho fatto davvero, o meglio, lo sto facendo, ed è davvero dura, così dura che l'istante davanti alla commissione della maturità sembra un ricordo di pace.
    Mi ha toccato al cuore il tuo post, così come i molti altri che ho letto.
    Spero di conoscerti all'Arena di Verona se ci sarai, questo sabato.

Leave a reply

Perché?