My diary: e la famiglia

My diary: e la famiglia

Come dicono i saggi, la famiglia (o meglio, i genitori) non si sceglie. Non decidi chi sarà la tua mamma, chi sarà il tuo papà, come sarà un tuo fratello o sorella. Ti ci ritrovi, e non è che hai molte possibilità di scelta. A volte va bene, a volte va male.

A volte va benissimo.

Pensavo alla mia famiglia girando per il paesello dove sono cresciuta: ogni strada, ogni incrocio, ogni luogo ha qualcosa di famigliare. Una palazzina al posto di un campo di mais, dove passavo in bicicletta con la mamma. Il nuovo svincolo della tangenziale, dove un tempo c’era un campetto di calcio. Un negozio “compro oro”, dove un tempo c’era la pasticceria dove compravi i krapfen a 700 lire.

Penso che a me, che non ho scelto nè i miei genitori nè i miei fratelli, sia andata più che benissimo. Sono nata fortunata, devo ammetterlo, in una famiglia dove l’amore è stato ed è il collante fondamentale. Sono stata fortunata ad avere dei fratelli generosi, e bellissimi. Ad avere una mamma straordinaria, ed un papà forte e altrettanto straordinario. Ci penso spesso, a questa cosa. Perchè mi rendo conto che non è una cosa da poco. Penso anche che se e quando avrò dei figli, spero di riuscire a fare un millesimo di quello che la mia famiglia ha fatto per me, e sarebbe già troppo.

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Elena Schiavon, blogger. (Padova, IT) A luglio è uscito il mio primo libro, un manuale sul "Little black dress - piccola guida al tubino nero" edito da Astraea. Colleziono rossetti rossi e scarpe. Sono co-fondatrice di www.impulsemag.it.

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