Elena Mirò: sul set per gli scatti della campagna pubblicitaria P/E 2012


Entri in un negozio e prendi in mano un catalogo, lo sfogli più o meno distrattamente, facendo una carrellata di tutte le immagini proposte. Cammini per strada e ti trovi davanti un’immagine gigante, anche un 6×3 (metri) di una pubblicità. Sfogli le pagine di una rivista e ti soffermi su quegli scatti così perfetti e raffinati, che ti spingono a buttare un occhio allo specchio, che si trova proprio lì, a pochi passi da te.
Ma dietro poche, pochissime immagini, cosa c’è? Cosa si nasconde dietro un fotogramma in grado di evocare i sentimenti e le emozioni più disparate? Già, perché se non tutte le pubblicità hanno il potere di tenerti incollata lì con la bocca aperta ad immaginare chissà cosa, in alcuni casi – e non parlo sicuramente di questo – ti verrebbe da alzarti, vestirti, salire in macchina e andare direttamente dall’Art Director che ha concepito quell’immagine, tutto questo solo per chiedergli “Ma cosa ti passava per la testa quando hai concepito questa cosa qui?!”.
Ad ogni modo, tralasciando le mie divagazioni da vittima del marketing e della pubblicità, mi chiedevo qualche mese fa: chissà cosa c’è dietro un’immagine perfetta e bellissima da catalogo?
Ecco che a placare la mia curiosità di sapere come/chi /quanti/come/cosa ci sia dietro uno scatto pubblicitario, mi è venuta in soccorso Elena Mirò, grazie a cui sono stata sul set della campagna pubblicitaria per la primavera/estate 2012 e del catalogo. E’ stata la mia prima volta sul set (non come modella, of course) e ho cercato di assorbire più elementi possibili (e curiosità) da condividere con voi. Eccovi allora il diario di una giornata sul set con Elena Mirò.
Ore 9: si arriva sul set. Tutte le foto verranno scattate su un set predisposto all’interno di uno degli studi fotografici più famosi di Milano, evitando così il rischio freddo/pioggia/maltempo/buio che sono uno degli incubi peggiori che possano capitare ad un fotografo che deve scattare all’aperto. Si comincia ad allestire il set con le luci, i ventilatori, i video e tutte le attrezzature fotografiche che serviranno al fotografo per lo shooting.
Ore 10: Tre le modelle che saranno le protagoniste della giornata, Robyn Lawley, Amanda Dougherty,Laura Catteral. Si comincia, come anche per le sfilate, da capelli e make up. Al lavoro con bigodini, ferri, phon mentre loro ne approfittano per schiacciare un pisolino o rispondere a mail, telefonate e sms. Sorridenti, disponibili, mi lasciano gironzolare, non lasciando trapelare nemmeno un briciolo del nervosismo che proverei io a farmi phonare da due ore i capelli appena sveglia. Vabbè, ma loro sono divine…
Ore 11: Sul set non c’è solamente ciò che serve tecnicamente a scattare le foto, il fotografo con i suoi assistenti e la produzione. Naturalmente su tavoli e stendini sono disposte decine di scarpe, sandali, borse, cappelli, cinture, abiti, caftani, giacche, collane, accessori che serviranno agli stylist a realizzare i look che si sono immaginati. C’è sempre un briciolo di spazio all’improvvisazione, ed è per questo il motivo per cui ci sono così tanti accessori e abiti. Inutile che lo ripeta, questo è il vero paese dei balocchi, altro che quello di Pinocchio!
Ore 12: Si comincia a scattare. Tutto deve essere perfetto, tutti gli scatti  che serviranno per la stagione devono essere pianificati e studiati nei minimi dettagli: accessori, dettagli, abiti. Si deve tenere traccia e memoria di tutto. Il clima di tensione iniziale, si scioglie a mano a mano che passano i minuti. Stylist, make up artist e hair stylist sono sempre a disposizione per sistemare ogni più piccola imperfezione, ogni capello che esca dalla sua sede, ogni piega degli abiti che non sia perfettamente stesa. Lacca a profusione sul set…speriamo che sia ecologica!
Ore 13,30: Mentre si continua a scattare, i cambi d’abito si susseguono vertiginosament e comincio ad avvertire un certo languorino. Arriva il catering, qui non ci si fa mancare nulla. E non parlo di un catering di quelli tutti-verdurine-scondite-no-carbs: perché anche il cibo è gioia e convivialità e aiuta tutti a lavorare meglio (modelle comprese).
Ore 14: gli scatti proseguono, e mentre si controllano quelli appena fatti sui monitor con i responsabili aziendali, mi si avvicina Amanda che mi fa i complimenti per il mio golf. “Bello, dove l’hai comprato?”, beh, non di certo a New York, sua città d’origine (e mia città del cuore), di cui ci perdiamo a parlare. Ma presto, si deve tornare a scattare!
Ore 15: Vi svelo alcuni piccoli “segreti” da shooting. Per dare un po’ di movimento ai capelli, senza l’aria troppo “sparata” dai ventilatori, si usano dei mega ventagli. Una delle modelle è più alta dell’altra, e allora per gli scatti dei primi piani una resta senza scarpe. Una giacca va sistemata perché stia perfettamente stesa addosso puntando delle spille da balia in punti strategici che non si vedono: in questo modo gli aggiustamenti sono invisibili all’occhio della macchina fotografica (mi ricordano quando al Liceo nelle situazioni di emergenza puntavo gli orli con le graffette, poco fashion ma decisamente molto veloce e pratico).
Ore 16: Piccola emergenza sul set. Per gli scatti in still life di prodotto (le foto degli accessori non indossati) mancano dei cesti per creare un’ambientazione in linea con il mood della collezione. L’ufficio stampa si attiva: mica facile trovare un preciso tipo di cesto di una precisa misura in un preciso colore nel cuore di Milano! Ma alla fine lo staff di Elena Mirò porta a casa il risultato, come si direbbe utilizzando una metafora calcistica.
Ore 19: Gli scatti proseguono, la stanchezza comincia a farsi sentire. Ammiro la professionalità di tutti e in particolare delle modelle, non un cenno di stanchezza e mai nessun atteggiamento da diva capricciosa.
Ecco cosa si cela dietro le immagini di una campagna pubblicitaria: il lavoro di un’azienda per una stagione intera (dalla creatività alla sartoria alla logistica), il coinvolgimento di decine di persone unite nella lavorazione sul set (dall’ufficio stampa ai fotografi ad hair stylist a sarte, ho contato circa 30 persone), la passione e la voglia di valorizzare il prezioso lavoro che fa ogni giorno, ogni singola persona per Elena Mirò e per tutte noi. (dopo il salto tante foto)


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Elena Schiavon, blogger. (Padova, IT) A luglio è uscito il mio primo libro, un manuale sul "Little black dress - piccola guida al tubino nero" edito da Astraea. Colleziono rossetti rossi e scarpe. Sono co-fondatrice di www.impulsemag.it.

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