My diary: Blogging (2)

My diary: Blogging (2)

Quando la Rete e i social li frequenti da un po’, è facile rendersi conto di quante polemiche ci siano attorno alla definizione di blogger, alla sua utilità (soprattutto fashion), alla sua evoluzione. Qualche anno fa ero più intransigente rispetto a quello che per me era un blogger (“è uno che scrive!” sostenevo) , ora, dopo anni di polemiche lette e ascoltate, penso che spesso chi le fa, queste polemiche, si attacca a una definizione che rimane ancora abbastanza soggettiva.

Io sono dell’avviso che ciascuno nel proprio spazio web possa fare quello che vuole: alla fine il blog/sito/blogzine è una forma di estensione del sè, per cui non mi metterei mai dalla parte di chi dice “il blog va fatto così, il blog non va fatto così”.

Ognuno ha la sua idea, ognuno ha il suo gusto, il suo stile, e ciascuno è libero di scegliere cosa fare e cosa leggere; è anche vero che quando vieni etichettato come appartenente ad una categoria, vorresti che tutti quelli che sono all’interno della categoria brillassero per eccellenza: ma per la legge dei grandi numeri sappiamo benissimo che non è così. Non credo che un blog di moda sia migliore di un altro perchè invece di fare foto ci trovi dei contenuti scritti. Se un blog è fatto bene, che sia di foto, look, outfit, racconti, è fatto bene e avrà un suo senso. La moda è fatta moltissimo di immagine, e lo dimostra in effetti il successo che hanno i blog di “immagine” rispetto a quelli di “scrittura” (a parte qualche rarissima eccezione). Chi lo dice che l’immagine non corrisponda a un contenuto? Chi lo dice che un’immagine sia qualcosa di vuoto?

Su Wikipedia c’è la definizione di chi e cosa sia un blogger. Ma le cose cambiano, e non necessariamente come vorremmo,  e se la “definizione” e il termine in sè può andare stretto a qualcuno o non aderire perfettamente a ciò che fa, basta forse trovare una nuova definizione?  O si deve cercare di fare educazione rispetto a che cosa si voglia comunicare nel proprio spazio? Secondo voi è solo una questione di definizione o qualcosa di più? A tal proposito (blog moda) avevo trovato una infografica abbastanza interessante che spiegava per immagini l‘evoluzione del blogging. Io stessa se ripenso al primo blog che avevo aperto 7 anni fa, era molto diverso da quello che è ora il mio spazio web: ma chi può dire se era migliore o peggiore se non chi legge? Chi può stabilire se va bene o no se non la mia coscienza? Voi cosa ne pensate?

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foto | Pinterest

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Elena Schiavon, blogger. (Padova, IT) A luglio è uscito il mio primo libro, un manuale sul "Little black dress - piccola guida al tubino nero" edito da Astraea. Colleziono rossetti rossi e scarpe. Sono co-fondatrice di www.impulsemag.it.

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